Il fornaio notturno

Ha delle scarpe bianche, che poi sono più simili a pantofole, a guardarle bene. Bianchi sono anche i suoi calzini e i suoi pantaloni. La giacchetta, anche. Tutto vestito di bianco, insomma.

È tutto sporco di farina, ma bianco su bianco non si vede. Anche i capelli sono bianchi, dimenticavo. La farina serve a non far attaccare gli impasti, a farli scivolare meglio. Difatti tutto il pavimento è pieno di farina, ed io con le mie Converse devo stare attenta a non scivolare.

Ma il fornaio no, le sue pantofole bianche lo fanno stare ben saldo sui suoi piedi. Si muove deciso, un passo dopo l’altro. Non cade mai, lui.

Che cosa ha chiesto?, io non lo so. Non ho sentito ché gli guardavo i piedi.

L’uomo religioso

Ha un paio di mocassini in camoscio marrone, hanno la suola in gomma e sono senza lacci, nè fibie, solo due elastici laterali che servono per infilare la scarpa.

Le scarpe sono tenute abbastanza bene, anche se non hanno l’ aria di essere portate con orgoglio. Sono discretamente pulite, ma la caratteristica principale è che sono molto sobrie.

Il passo è tranquillo, equilibrato, il piede appoggia bene su tutta la suola e non ha movimenti particolari o scatti evidenti.

Hanno la suola quasi intatta, nonostante la scarpa sia abbastanza consumata, questo lo si intravede dalla calzatura che ha ceduto alla forma del piede. Sembra quasi che l’uomo le usi solo per stare in luoghi chiusi, quindi pavimentati.

Non avrà un gran numero di scarpe, non sembra seguire la moda e non consuma con facilità quelle che possiede.

Che cosa sta predicando il prete?, chiedo al mio vicino. Non ho sentito perchè gli stavo guardando i piedi.

L’ operaio

Ha dei grossi scarponi da lavoro. Probabilmente hanno la punta di ferro, così non rischia di farsi male. Ed è un rischio che un opraio corre sempre. Un rischio che corre sempre chi fa lavori di fatica.

Davanti a lui c’è un formicaio, ma l’ operaio non se ne accorge. Ci passa sopra, e con le sue suole pesanti uccide molte formiche. Una strage. Io vedo tutto da qui, ma lui niente, tira avanti imperterrito. Ha da saldare, lui.

Gli scarponi sono marroni, molto sporchi. D’altronde deve lavorarci, e non è che può stare a guardare il lato estetico. Non può neanche preoccuparsi per un mucchio di formiche. Deve saldare, lui.

Ma com’è questa cancellata su cui sta lavorando? Non lo so, gli sto guardando i piedi.

Il piccoletto

Ha un paio di scarpine Primigi, sono in pelle blu con i lacci bianchi, hanno il collo della scarpa abbastanza alto, in modo da accompagnare il piede del bambino durante i suoi primi passi e evitare distorsioni alle caviglie.

Le scarpe sono molto robuste, e il modello imita una comune scarpa da ginnastica per adulti, ogni particolare è identico, ma tutto in miniatura, scritte, fibie, addirittura sotto la suola la forma della gomma è ripresa in ogni piccolissimo particolare.

Tutta questa maniacale attenzione, per una scarpina di un bimbo di un anno, che probabilmente potrà usarla solo per un mese o poco più, poiché gli crescerà subito il piedino e dovra prenderne un paio più grande.

In più un bambino della sua età non cammina moltissimo, e se cammina lo fa comunque prevalentemente sul pavimento di casa sua, quindi basterebbe una scarpa più leggera, e magari anche molto meno costosa.

Ma le mamme comprano le scarpette Primigi soprattutto per l’ estetica della scarpa, e per la robustezza, utile nella stagione più fredda. Per il loro figli sono disposte a spendere tantissimo per un paio di scarpette da ginnastica, anche se sanno benissimo che verrano usate molto poco.

Perchè piange il bimbo? Non lo so, perchè gli stavo guardando i piedini.

Il pescatore di paese

Ha un paio di zoccoli di legno con la striscia superiore in pelle bianca, e una fibia in ferro che serve per regolare la larghezza dello zoccolo in base allo spessore del piede.
La suola è anatomica fatta in legno e poggia a terra con uno strato spesso di gomma bianca.

Le ciabatte sono molto sporche, vecchie e mostrano un piede anch’ esso poco pulito, le unghie non sono curate e l’ alluce presenta qualche callo.

Il passo è lento, agiato, cammina strisciando gli zoccoli sul pavimento, facendo molto rumore, basterebbe che alzasse un pò il piede mentre compie il passo, ma sembra volersi trascinare tutto il peso del corpo sulle ciabatte.

L’ uomo, mentre parla in piedi accasciato all’ uscio di una porta, ha solo un piede che poggia a terra, il secondo è senza zoccolo, lo usa per darsi qualche grattatina alla caviglia, e ogni tanto per spostare lo zoccolo rimasto a terra, con cui sembra giocherellarci.

Quando è seduto, si sfila le ciabatte e le lascia sotto il tavolo, senza curarsene troppo.

Cosa sta dicendo il pescatore del paese? Non lo so, perché gli sto guardando i piedi.

La tarda ballerina

Ha un paio di ballerine bianche di tela, senza tacco. La suola è sottilissima e la scarpa lascia scoperto il piede fino quasi alle dita. Le scarpe sono molto pulite, e abbinate alla calza maglia, anch’essa bianca.

Il passo è molto tranquillo, mentre cammina fa numerose pause davanti ai negozi, non credo stia andando in un posto in particolare.

La donna non appoggia tutto il piede per terra, ma solo la parte anteriore, cammina quasi sulle punte, e ogni volta la gamba esile, nel compiere il passo, si posiziona esattamente davanti all’ altra, sembra danzare mentre cammina.

Anche quando è seduta, appoggia solo la punta del piede a terra, come in un passo di danza classica.

Le ballerine, anche dette paperine, erano molto di moda quest’ estate, io per esempio ne ho più di 15 paia, non sono scarpe costose, e se ne trovano di tantissimi modelli, sono leggere e molto comode.

La giovane donna però sembra abituata da molti anni a camminare in un paio di ballerine, e questo modello di scarpa evidenzia il suo collo del piede, molto pronunciato, indicativo di una persona che ha fatto danza classica per molto tempo.

Cosa sta osservando la giovane donna? Non lo so, perché le stavo guardando i piedi.

Il piccolo campione

Ha un paio di Adidas Predator, sono delle scarpette da calcio in pelle di vitello con tacchetti lamellari. Le scarpe sono rosse e nere, e sono molto lucide. I lacci sono stretti, e la rimanenza del laccio è stato inserito nella scarpa, forse per non rischiare di inciampare.

Ha un calzino di spugna molto alto, si vede perche porta un paio di pantaloncini corti, nonostante siamo ancora in inverno. Le scarpe sono tenute benissimo, sembrano appena comprate, anche se i tacchetti della suola sono abbastanza consumati.

Non ho mai giocato a calcio, ma ho sempre avuto amici molto presi da questo sport, alcuni di loro usavano conservarsi, su una mensola, tutte le scarpette da calcetto consumate che avevano usato per giocare, come fossero un trofeo, una passione da mostrare a tutti coloro che entrassero in camera.

Mentre cammina, il bambino calcia ogni oggetto che incontra sulla sua strada, portandolo a passeggio con lui, ha un passo molto veloce, mentre balbetta una telecronaca sportiva, forse della partita che ha visto il giorno prima, immedesimandosi.

Cosa sta canticchiando il bambino? Non ho sentito perché gli stavo guardando i piedi.

Il muratore

Ha degli scarponcini di pelle, con il collo alto sulla caviglia, devono tenere molto caldo.

Non sono abbellite con nessun particolare, sono essenziali, è la funzione che ha dettato la forma.

Queste scarpe devono appartenere ad un imbianchino o un muratore e devono essere usate solo durante le ore di lavoro.

Sono nere con i lacci molto spessi, in realtà erano nere in origine, ora sono grigie, e hanno molte macchie bianche, infatti sono molto sporche, e interamente coperte dalla polvere di vernice che a volte cade quando si fanno lavori di questo genere.

La suola è un bel carro armato, molto consumato però, e la pelle della scarpa ha preso ormai la forma del piede del proprietario, hanno inoltre il puntale in acciaio antiforo.

Il proprietario deve avere un numero di scarpa molto grande, e con questo modello è ancora più accentuato.

Questo tipo di scarpe in genere vengono date ai lavoratori direttamente dalle aziende per cui lavorano, e devono rispettare le norme dell’ antinfortunistica, in genere non sono in commercio nei negozi comuni di scarpe, ma le possiamo tovare solo in punti vendita specializzati.

Credo che abbiano un prezzo elevato, ma sono molto robuste e non si consumano facilmente.

Che cosa ha detto? Non ho sentito perché gli stavo guardando i piedi.

L’artista di strada

Indossa scarpe nere, tirate a lucido. Sono molto semplici ed eleganti, anche se sicuramente non di marca e di poco valore. Senza alcun dubbio le ha comprate esclusivamente per il suo spettacolo, e non le usa nella vita di tutti i giorni.

Anche i lacci sono neri. Non sembrano proprio scarpe adatte ad un artista di strada, soprattutto non a questo. Potrebbe essere il tipo di persona che si compra i dr Martens a Carnaby Street a Londra, e magari poi ci scrive sopra delle frasi col bianchetto mentre la prof spiega.

Ora sta facendo il passo di Michael Jackson, quello che sembra cammini in avanti e invece va indietro, moonwalker si chiama. Lo fa bene, effettivamente queste scarpe lo rendono un pelo più credibile.

Cosa ha detto, a fine spettacolo? Non lo so, gli stavo guardando i piedi.

Il bambino della foto

Ha delle scarpe ortopediche, di quelle che servono ad aggiustare i difetti di postura. Forse le sue ginocchia sono troppo in dentro, ed è meglio correggerli quando si è piccoli, questi problemi. I suoi genitori lo sanno, e difatti indossa queste scarpe ortopediche.

Sono marroni, con i lacci spessi (marroni anch’essi) e con una semplice fantasia sopra, sempre marrone ma un po’ più scuro. La suola è un bel carro armato, ma non di quelli che poi a quindici anni ti fanno sentire invincibile. La scarpa nel complesso è una di quelle di cui a sette anni ti vergogni, piuttosto.

Tutti i bambini possono mettere le scarpe con le luci che si accendono ogni passo, oppure quelle con i disegni dei cartoni animati. Il bambino della foto no, nella speranza che questo piccolo sacrificio lo preserverà da guai futuri. In realtà non lo preserverà, ormai possiamo dirlo con sicurezza, quasi.

Ride il bambino, nella foto? Non so dirlo, gli sto guardando i piedi.

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